Il Geocentrismo rivalutato
(il Sistema di Riferimento inerziale valido per
l’analisi della personalità astropsicologica degli individui)
A SPASSO PER L’UNIVERSO
Gli antichi avevano immaginato, per ragioni soprattutto metafisiche, che la Terra fosse
immobile al centro dell’Universo. Si sbagliavano, ovviamente, ma la loro convinzione
non era dettata solo da questioni di egocentrismo umano. Loro osservavano che tutto
girava attorno alla Terra: il Sole, gli altri Pianeti del Sistema Solare, le Stelle. Quindi la
loro deduzione era che la Terra fosse perfettamente immobile nell’Universo, non poteva
essere altrimenti.
L’errore stava nel considerare il proprio sistema di riferimento come il sistema dal
quale le osservazioni venivano considerate assolute e non relative.
Copernico, nel suo “De revolutionibus orbium caelestium”, nel 1543 apre una nuova
era della scienza. Nella sua “visione”, il Sole è al centro dell’Universo e la Terra,
come ogni altro Pianeta del Sistema Solare, gli ruota attorno descrivendo un’orbita
che non differisce troppo da un cerchio (un’ellisse).
Nel suo trattato, Copernico non fa altro che intuire il moto rotazionale della Terra
attorno a se stessa, la cui mancata conoscenza aveva portato fuori strada gli antichi.
Allo stesso modo, egli pone come sistema di riferimento assoluto quello del Sole,
intuendo quindi che tutti i Pianeti, compresa la Terra, gli girano attorno.
Anche Copernico però si sbagliava, perché nella sua concezione il sistema di
riferimento inerziale del Sole viene posto come assoluto e non, come di fatto è,
relativo. Anche il Sole va a spasso per l’Universo.
UN’ASTRONAVE IMPAZZITA
A dire il vero, il nostro Pianeta, solca gli spazi celesti ad una folle andatura, come un’astronave impazzita, trasportandoci per
intricati sentieri tracciati dalle leggi della natura, entro un Universo che non sembra possedere effettivamente un centro.
Eppure, a dispetto delle vertiginose velocità che andremo adesso a quantificare con più precisione, noi non avvertiamo
nessuna sensazione di movimento. La ragione è semplice: tali sensazioni sarebbero indotte solo se la Terra dovesse
modificare queste velocità. Fino ad oggi tutto
ciò non è mai avvenuto e noi rimaniamo un
tutt’uno con il nostro Pianeta. Noi non
percepiamo nessuno scompenso, perché
viviamo nel nostro sistema inerziale terrestre
di riferimento, rispetto al quale basiamo tutte
le nostre percezioni sensoriali.
Cominciamo con il parlare del moto di
rotazione della Terra su se stessa: le velocità
in gioco dipendono dalla latitudine del luogo
di misurazione (1600 Km/h, od anche 0,45
Km/sec, per chi si trova all’equatore, velocità
trascurabili in prossimità dei poli). La
rotazione della Terra su se stessa sviluppa una
forza contraria all’attrazione gravitazionale
che ci tiene legati alla superficie del Pianeta:
in breve, noi pesiamo di meno all’equatore
che ai poli.
Ben maggiore è invece la velocità della
Terra attorno al Sole: 100.000 Km/h (circa
28 Km/sec). Questa consistente velocità è necessaria per equilibrare l’attrazione gravitazionale del Sole sulla Terra, che
altrimenti verrebbe ben presto inghiottita dal nostro astro. Risulta essere comunque solo il 10% della velocità con la quale, a
sua volta, il Sole ruota attorno al centro della nostra galassia (230 Km/sec).
Obbedendo al principio gerarchico del macrocosmo, secondo cui i corpi più massicci dominano su quelli minori piegandone il
moto, il Sole, che “domina” sulla Terra, obbligandola a girargli attorno, è a sua volta dominato dall’insieme delle altre Stelle
che si trovano al centro della nostra Galassia ed è quindi costretto a compiere anche lui un moto rotatorio.
E’ evidente che la stessa regola vale per ciascuna Stella della Galassia, impedendo alla Galassia stessa di collassare.
A dispetto della formidabile velocità di 230 Km/sec, il Sole impiega la bellezza di 200 milioni di anni a fare un giro completo
attorno al centro galattico. La sua orbita ha infatti un raggio pari alla distanza che la luce (che ha velocità pari a 300.000
Km/sec) copre in 25.000 anni (in sintesi, 25.000 anni luce).
I movimenti visti finora sono interni alla Galassia, che abbiamo quindi trattato come un sistema di riferimento inerziale
apparentemente immobile. Ci siamo quindi comportati come un passeggero di un aereo che valuta i movimenti dei compagni
di volo rispetto alla carlinga del velivolo, dimenticando che tutti insieme, macchina e uomini, si stanno muovendo rispetto al
suolo terrestre.
In verità, anche la nostra Galassia, detta Via Lattea (Galassia e Via Lattea sono sinonimi: il primo deriva dal greco, l’altro
dal latino), si muove come un corpo unico nello spazio per riequilibrare l’attrazione gravitazionale delle galassie che assieme
a lei fanno parte del Gruppo Locale. La velocità in questione è stata stimata di circa 40 Km/sec e sembra piccola rispetto alle
immense distanze tra una galassia e l’altra, ma nel giro di alcuni miliardi di anni sarà sufficiente per rimescolare
completamente la materia di questa zona di Universo.
Come se non bastasse il Gruppo Locale, a sua volta, sta “precipitando” ad una velocità di 280 Km/sec verso il grande
ammasso di galassie della Vergine dal quale è gravitazionalmente attratto. Non ci dobbiamo comunque preoccupare
nell’immediato, poiché prima di arrivare in fondo al pozzo, ci vorrà un tempo confrontabile con l’età dell’Universo: 15
miliardi di anni!
L’ultima velocità considerata è una componente vettoriale della velocità con la quale una vasta regione di spazio, grande
almeno 25 milioni di anni luce e comprendente anche noi, si sta dirigendo verso un’altra regione denominata Grande
Attrattore. Quest’ultima velocità viene stimata intorno ai 600 Km/sec.
Considerando il Grande Attrattore come sistema di riferimento assoluto, ci rimarrebbe ora solamente da considerare il moto
generale di espansione dell’Universo, determinato dall’esplosione avvenuta alla sua nascita (Big Bang).
Trascuriamolo, anche se non è cosa di poco conto, poiché gli scienziati stanno ancora cercando di calcolarlo.
Facendo una somma approssimativa, noi sulla Terra stiamo viaggiando ad una velocità superiore a 3 milioni di Km/h !!! (860
Km/sec), pur restando apparentemente fermi sui nostri piedi. L’uomo non possiede mezzi capaci di raggiungere queste
velocità e la sua stessa natura fisica non gli consentirebbe di sopravvivere a spostamenti così repentini.
Eppure non ci accorgiamo di nulla!! Siamo totalmente ignari dell’incredibile velocità con la quale ci stiamo muovendo!
Sembra, in un certo senso, che il nostro sistema di riferimento inerziale ci “protegga”, non facendoci capire niente di ciò che
sta accadendo, facendoci vivere nella più completa apparenza, ma allo stesso tempo consentendoci di sopravvivere ad una
sicura catastrofe.
Da una parte, il sistema di riferimento in cui siamo immersi ci toglie (la conoscenza) e dall’altra ci da (la sopravvivenza).
Ma la conoscenza la si può raggiungere ugualmente. Possiamo farlo cercando di estraniarci dal nostro sistema di riferimento,
alla ricerca astratta di un sistema di riferimento più assoluto del nostro. Noi viviamo in un contesto relativo che fa parte di un
assoluto ben più ampio e complesso.
Gli scienziati astronomi si sono adoperati in questa operazione di distacco, conseguendo risultati inizialmente impensabili.
Solo così, attraverso complesse misurazioni, hanno potuto scoprire che:
1. il nostro Pianeta fa parte di una Galassia che da sola contiene all’incirca 100 miliardi di stelle, più o meno simili al nostro
Sole;
2. l’Universo è popolato da circa 100 miliardi di Galassie;
3. ogni Galassia può essere considerata al centro dell’Universo;
a) quindi l’Universo non ha un centro se si considerano solo le tre coordinate spaziali X,Y,Z con le quali noi descriviamo
lo spazio volumetrico,
b) quindi ci sono fenomeni non misurabili se si adoperano solo le 3 coordinate spaziali,
4. sul nostro indirizzo bisognerebbe aggiungere “Terra, Sistema Solare, Via Lattea”!!
L’ultimo punto sembrerebbe una battuta, invece è lo spunto necessario per cominciare finalmente a capire che la nostra
esistenza avviene per un’eccezionale combinazione di infiniti fattori tutti meravigliosamente positivi.
Una di queste “meraviglie” è una condizione reale di salvataggio: la legge d’inerzia.
Il Grande Architetto dell’Universo ha pensato di garantirci una sicura possibilità di sopravvivenza, inventandosi una legge
fisica universale: la legge dell’inerzia. Si tratta di una legge che ci consente di vivere all’interno di un mondo ovattato, dove
non ci accorgiamo di nulla, ma dove le nostre vite fisicamente terrene hanno l’unica possibile ragione di esistenza.
I moti degli astri attorno a noi diventano quindi relativi e non reali. Ad esempio, la retrogradazione di alcuni pianeti (cioè
l’andare indietro rispetto allo Zodiaco), come Mercurio, Venere, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone non avviene in realtà, ma
noi dal nostro pianeta Terra, la percepiamo come reale e la possiamo considerare come uno degli elementi interpretativi
fondamentali per l’analisi astropsicologica di un tema natale.
È un errore? No, nella maniera più assoluta!
La retrogradazione esiste nel momento in cui noi consideriamo assoluto il nostro sistema inerziale di riferimento, quello
stesso sistema che poco fa, abbiamo detto, ci salva la vita.
Anche il Sole e la Luna girano attorno alla Terra come se fossero altri due pianeti, la Luna lo fa realmente come satellite, il
Sole lo fa solo apparentemente…
Lasciamo quindi tutto così come la natura ha voluto e come il nostro sistema inerziale di riferimento ci suggerisce. L’umanità
vive a questo livello di consapevolezza, protetta da numerosi “gusci di ovatta”. L’intuizione ci dice che questo livello
inerziale deve essere considerato come assoluto nell’analisi astropsicologica, poiché le nostre individualità sono inquadrate,
durante tutta l’esistenza terrena, in questo specifico livello di consapevolezza.
Estrapolarle, al fine di portarle in un altro sistema di riferimento ritenuto “più valido”, significherebbe snaturare l’essenza
dell’umanità, elevandola ad un livello dove effettivamente non è stata concepita e dove quindi non si può esprimere.
Ecco quindi che tornano molto utili le considerazioni sulle implicazioni psicologiche dei pianeti retrogradi alla nascita
dell’individuo. Di seguito riportiamo le considerazioni che Rudhyar fa sugli aspetti retrogradi di ciascun pianeta. Tali
valutazioni vanno ovviamente aggiunte e integrate a tutti gli altri parametri interpretativi di un tema natale.
Mercurio retrogrado può far apparire all’esterno una mente lenta, ma in nessun modo necessariamente. Può darsi che si tratti
di una mente assorta principalmente nell’inconscio collettivo, la mente di un veggente o di un profeta. Un orientamento
mistico, dovuto ad una lentezza congenita di percezione e ad una incapacità di proiettare i pensieri all’esterno.
Con Venere retrograda abbiamo una condizione in cui i frutti dell’esperienza non sono portati alla coscienza dell’Io e
assimilati normalmente o liberati attraverso vari tipi di emozioni. Spesso vi è una forte mancanza di adattamento alle
condizioni di vita esterna. La vita emotiva è insoddisfacente, e contenuti inconsci disturbano il flusso naturale della coscienza
e dell’amore. A volte si trova una forte accentuazione a livello creativo, colorata però generalmente da sentimenti anormali. A
ciò si può connettere un desiderio di stupefacenti.
Con Marte retrogrado, gli impulsi all’azione non fluiscono dall’Io all’esterno in espressioni spontanee, ma tornano indietro
nell’inconscio, dove si uniscono a qualche contenuto presente (spesso immagini collettive). È la forza intrinseca di questi
contenuti quella che spinge realmente il nativo all’azione. Questa non sorge dunque da impulsi spontanei e chiaramente
coscienti, ma da una motivazione più o meno inconscia.
Con Giove retrogrado, la funzione di compensazione dell’anima è rivolta all’interno, interessando la coscienza quasi
esclusivamente attraverso l’inconscio, cioè per mezzo di sogni e simili proiezioni. Se nello stesso tempo Urano è forte, queste
proiezioni dall’inconscio possono diventare straordinariamente vivide. Si rimettono in discussione dei valori tradizionali,
religiosi, filosofici, sociali e culturali, che generalmente sono di accettazione comune.
I meccanismi di difesa del nativo con Saturno retrogrado non saranno spontaneamente diretti contro le invasioni del mondo
esterno. Il modello del suo essere cosciente non è tanto rigido. Cederà facilmente alle influenze esterne che tenderanno
continuamente ad offuscare il suo modello di coscienza. Sarà in qualche modo privo di difese contro i contatti esterni, e
apparirà timido, introverso, a disagio, sfiduciato, oppure assumerà un atteggiamento arrogante per mascherare il suo stato di
debolezza. I suoi modi potranno allora diventare bruschi ed eccessivi.
La persona sarà attiva all’esterno, ma mostrerà una grande forza di resistenza verso suggestioni interne ed inconsce. Si
fortificherà spontaneamente contro impatti che giungano dall’inconscio collettivo. Spesso non sarà in grado di resistere alla
pressione delle richieste di amici, così come di nemici. Il nemico apparente è nell’inconscio e il compito psicologico è quello
di auto-protezione interna e di auto-affermazione.
Urano retrogrado simboleggia la riforma dell’inconscio, delle profondità nascoste da cui l’Io emerge. Può significare che
tutti i cassetti chiusi devono essere aperti e che gli scheletri di famiglia devono essere buttati via. Impulso riformatore nel far
evolvere la propria costellazione familiare, e più in generale la mente della razza, sfidandone la coscienza. Generazione
spontanea di tempeste dell’inconscio. Il soggetto che è marcato da un Urano retrogrado teme sempre di mancare di spazio, di
essere soffocato, limitato, messo con le spalle al muro. Sistematicamente si ribella a qualsiasi forma di autorità e di gerarchia.
Dissotterramenti e denunce di mistificazioni religiose possono essere le predisposizioni naturali per chi ha Nettuno
retrogrado. L’orgoglio subconscio interno è sottilmente annichilito. I mistici hanno spesso questo fattore prominente nella
loro carta e ciò li fa opporre positivamente alle credenze del loro tempo. Tendenza a rielaborare l’apocrifo. Precursori di
nuove e più ampie vedute mistiche ed esoteriche.
Con Plutone retrogrado, si lascia libera espressione alla distruzione organizzata, nel senso che l’individuo può creare o
associarsi ad una protesta peculiare contro l’ordine sociale stabilito.
Il soggetto che ha questo aspetto sarà costretto dagli avvenimenti a subire trasformazioni: la morte, reale o simbolica di cose o
persone che ama lo porterà a quelle privazioni che gli permetteranno di raggiungere un livello superiore. Il plutoniano
retrogrado passa attraverso una serie di esperienze dolorose, la sua vita è costellata di deserti, di stadi di quasi-morte, dai quali
ogni volta emerge sempre più cosciente.
Paracenso
Ancona, lì 24.01.2008
Bibliografia:
Astronomia – Dalla Terra ai confini dell’Universo – Fabbri Editori
Perché io credo in colui che ha fatto il mondo – A. Zichichi – Ed. Mondolibri - Il Saggiatore
La strada che porta alla realtà – Roger Penrose – Ed. Rizzoli
Dal Big Bang ai buchi neri – Stephen Hawking – Ed. Euroclub
La teoria del Tutto – Stephen Hawking – Ed. Rizzoli
L’Astrologia centrata sulla persona – Dane Rudhyar – Ed. Astrolabio
L'Astrologia e la Psiche Moderna – Dane Rudhyar – Ed. Astrolabio