Trattato sulla Precessione degli Equinozi
(Respiro è vita, ma anche Consapevolezza ... della nostra dimensione)
Un tempo G.I.Gurdjieff, pensando al concetto di ciclo, disse: “il tempo è
respirazione”. In 3 secondi un uomo normalmente compie un ciclo completo di
respirazione (mediamente egli inspira ed espira una ventina di volte al minuto).
Introdotto il concetto di respirazione come ciclo, lo stesso Gurdjieff andò oltre
spiegando altri due concetti di ciclo:
1.
Il sonno-veglia.
2. La vita.
Per l’uomo, come per il resto degli organismi a lui paragonabili, il periodo normale
di sonno-veglia (che coincide con il concetto di ciclo giorno-notte) corrisponde a 24 ore.
La vita media di un uomo si può infine considerare approssimativamente di 80 anni.
Questi tre valori (3 secondi, 24 ore, 80 anni) sono legati fra loro da un fattore moltiplicativo costante, pari circa a
28.000.
Gurdjieff introdusse poi il concetto dei cosmi (che può essere inteso come l’equivalente in astropsicologia dei livelli di
personalità cosmica).
L’Uomo costituisce un ben preciso livello di personalità cosmica, la cui qualità del tempo viene astrologicamente
interpretata attraverso la lettura dei tre livelli cosmici a lui superiori:
1.
Tritocosmo (la Luna);
2.
Mesocosmo (la Terra + il resto dei Pianeti del Sistema Solare);
3.
Deuterocosmo (il Sole).
Ci sono poi altri tre livelli di personalità cosmica superiori che non possono essere astrologicamente significativi per
l’uomo, poiché la loro lentezza di movimento relativa non comporta variazioni percepibili durante l’arco della vita
umana; essi sono nell’ordine:
4.
Macrocosmo (la nostra Galassia – Via Lattea)
5.
Agiocosmo (l’insieme delle Galassie)
6.
Protocosmo (l’Assoluto – il Divino)
L’uomo inteso come livello di personalità cosmica non costituisce l’ultimo anello inferiore; ci sono altri quattro livelli,
così come di seguito definiti:
1.
Grandi cellule (cellule microscopiche relativamente grandi, che hanno una vita media di 24 ore);
2.
Piccole cellule (le più piccole cellule possibili, invisibili anche al microscopio, proprio per la loro brevissima
durata di vita – 3 secondi)
3.
Molecole (con una vita media pari a 1 decimillesimo di secondo)
4.
Elettroni
Considerando la vita media delle grandi e delle piccole cellule, ritroviamo sorprendentemente lo stesso fattore
moltiplicativo di 28.000 che le collega in sequenza matematica con la vita dell’Uomo. Questa costante ci fa ora
profondamente riflettere sui cicli “giorno-notte” e “respirazione” relativi a questi livelli cosmici.
Sembra infatti che muovendoci sia in orizzontale, che in verticale, saltando da un livello cosmico all’altro, questa
costante magica ci voglia aiutare a costruire una grande e magnifica tabella. Senza tanti calcoli complicati, riusciamo
quindi a dedurre la matrice riassuntiva dei livelli cosmici, con associati i relativi valori temporali dei cicli:
Scorrendo la tabella, fino ad arrivare in fondo all’ultimo livello, il più grande, l’incommensurabile Protocosmo,
attraverso l’applicazione del fattore moltiplicativo 28.000, arriviamo a calcolare per esso un valore del tempo di
respirazione pari a circa 4,8*1019 anni.
Questa è intuitivamente la respirazione dell’Assoluto, il polmone divino che si espande e si contrae in un numero di
anni pari ad un 5 con 19 zeri davanti. Può essere la spiegazione intuitiva dell’attuale espansione dell’universo, alla
quale dovrà seguire una successiva e necessaria contrazione, prima di un nuovo big-bang. A tal riguardo, gli scienziati
stanno ancora cercando una dimostrazione fisico-matematica.
Noi possiamo contribuire solo con l’immaginazione deduttiva e quest’ultima ci dice che 4,8*1019 anni potrebbe essere
il periodo che intercorre tra due big-bang e cioè tra un ciclo di respirazione divino ed il successivo.
A questo punto dobbiamo dire grazie a questo numero 28.000 che è scaturito da una logica deduttiva, ma che può
essere confermato da un fenomeno naturale già calcolato, come se la natura avesse quasi pensato di suggerircelo.
28.000 è il numero di anni che intercorrono per un giro completo dell’asse di rotazione terrestre rispetto alla sfera
ideale delle stelle fisse. L’asse terrestre subisce una precessione (una sua rotazione attorno alla verticale, simile a ciò
che accade ad una trottola).
Il fenomeno in questione è denominato “precessione degli equinozi” o “Ayanamsa” e fa sì che le costellazioni dello
zodiaco, alla stessa data con il passare degli anni, ruotino lentamente rispetto al Sole. In parole povere, prendendo
come riferimento la data del 21 Marzo, nell’arco di 28.000 anni, il Sole si troverà gradualmente a ricoprire in questa
data tutti i 360 gradi dello zodiaco. Quindi, un intero segno zodiacale verrà “spazzolato” nell’arco di 2.300 anni circa.
Attualmente il Sole, al 21 di Marzo, si trova al 7° grado dei Pesci e non al 1° grado dell’Ariete come vorrebbe
l’astrologia convenzionale. Ciò determina uno sfasamento dello zodiaco di circa 23°, destinato a crescere di 1° ogni 75
anni. Tra non molto il Sole occuperà nella data equinoziale i gradi dell’Acquario (età dell’Acquario) e così via
all’indietro, fino a ritornare, tra circa 24.000 anni, alla nuova coincidenza tra Zodiaco Siderale e quello Tropicale (0°
nel segno dell’Ariete).
Questo fenomeno della precessione sta anche a significare simbolicamente che la Terra, intesa come livello di
individualità cosmica, farà un’intera esperienza dello zodiaco nell’arco di 28.000 anni. Questo arco temporale
rappresenta quindi il “respiro dello zodiaco” inteso come ciclo esperienzale per il pianeta Terra.
Anche qui possiamo trarre una logica di insegnamento. Ogni individualità cosmica, compreso l’uomo inteso come
anima, è chiamata a vivere tutte le “esperienze zodiacali” nell’ambito di un ciclo temporale predefinito. Lo Zodiaco
raccoglie tutte le geometrie esistenziali che la nostra anima dovrà percorrere, prima di considerare conclusa la sua
opera di ricongiunzione al Divino.
Paracenso
Bibliografia:
Frammenti di un insegnamento sconosciuto P.D. Ouspensky Ed. Astrolabio
Tutto è uno -- L'ipotesi della scienza olografica -- Michael Talbot Urrà Edizioni